Proprietà privata

Io non possiedo niente di più grosso di una sedia. Non ho una casa mia, non ho una macchina e di certo non possiedo una persona. Mi frequento con un incantevole uomo gigante ma questo non è sufficiente a dire che è mio. MIO non è nessuno, SUA non sono di nessuno: tremate tremate, le streghe son tornate anche se son sempre state qui, come me.

Qualche giorno fa il mondo (singolare maschile AL maschile) mi ha ricordato che anche se cerchi di evitare maschilisti e maschilismi puoi provarci finché vuoi, a vivere nella tua bella isola felice in cui si discute se SINDACA sia un appellativo accettabile o discriminatorio, ma prima o poi il mondo ti raggiunge. Ti raggiunge nel momento in cui meno te lo aspetti e cioè mentre stai decidendo dove andare a dormire in un’altra città, per un evento cui vorresti partecipare.

Lei: “Sei gentilissimo ad offrirmi la tua camera degli ospiti, allora ok grazie mi risolvi davvero il problema, ci tengo molto a venire per vedere questa cosa”

Amico: “Figurati, mi fa piacere”

DUE ORE e un infinito numero di “sta scrivendo…” dopo…

Amico: “ma gliel’hai detto al tuo ragazzo che stai da me?”

Lei: “non ancora, no, sto cercando di capire come parlargliene” (il ragazzo, VA DA SE’, è geloso)

Amico: “glielo devi dire, altrimenti poi quello che si ritrova con il citofono bruciato (COSACAZZO?) sono io. Diglielo.”

“Glielo devi dire”. DEVI per chi. Perché vorresti scopartela, la tua amica, ma per carità è meglio mettere le cose in chiaro e diventare più realista del re, fosse mai che questa adescatrice ti fa su? Per il ragazzo di lei, che tu manco conosci ma al quale già ti senti unito da un vincolo di fratellanza che nemmeno Red & Toby? Per una questione di adesione a un mondo di regole di cui per il resto non ti frega cazzo visto che tu comunque ti senti libero di fare quello che vuoi con donne più o meno impegnate? Su quale montagna ti arrampichi per far piombare così dall’alto questo DEVI, pesante come le tavole della legge? Lei ti paga per farle da analista/confessore/padre putativo? No. Quel DEVI ha una sola, chiarissima origine: l’idea che una donna, con la quale dovresti al massimo avere un rapporto di blanda amicizia, è in coproprietà, tua e di tutti gli uomini che dovessero sentire l’esigenza di comunicarle qualcosa sulla sua persona. Quanto è bella. Quanto è brutta. Quanto sta bene. Quanto è grassa. Come cazzo si veste. Se scopa abbastanza. Se non scopa abbastanza. E quindi anche cosa deve dire al suo ragazzo se si azzarda ad accettare l’offerta di un letto (di cui per altro non ha alcuna intenzione di fare un uso ludico). Perché è ovvio, se poi viene fuori che lei è stata tua ospite lui (amico tuo anche senza esserlo perché dotato degli stessi tuoi attributi) poi in qualche modo dovrà rifarsi su di te bruciandoti un citofono a caso.

Ma fosse mai che il citofono la gente te lo brucia perché sei TU che DOVRESTI fare meno lo stronzo? Fosse mai che a bruciarti il citofono è stata una donna alla quale hai dato una lezione di vita di troppo?