Erase and rewind

E se dicessi che tornare a Milano è un tentativo sovrumano di tornare indietro nel tempo e di rimettere la mia vita sui binari dai quali deragliò 17 anni fa sarebbe più facile capire perché più si avvicina la partenza più mi sembra di abbandonare qui mio padre?

Suo fu il motivo per cui ci trasferimmo, sua la morte in questa città, suoi i successi professionali nella capitale. Cancellando tutto io non cancello le mie persone romane ma cancello una scelta, bollandola definitivamente come “sbagliata”. Se sentite odore di senso di colpa nessun errore, è proprio quello.

Quest’anno al Pigneto è stato un anno in cui io e Roma abbiamo però fatto pace: questo quartiere vero, questa casetta mia, queste persone nuove e meno nuove e riscoperte sono un arto che mi taglio volontariamente ma che continuerà a prudermi. Tutto quello che è successo in questa casa mi ha fatto vedere me stessa e il mondo in una luce nuova. Come potrei non esserne riconoscente? Come sarebbe potuto accadere altrove nello stesso modo e con la stessa compagnia?

E quindi grazie papà, grazie casetta, grazie amichetti, grazie coinquiline, grazie Nano, grazie a tutti quelli che sono arrivati, restati, partiti. Grazie al tramonto sull’isola pedonale, al mercato del mattino, alle viuzze che non sembrano una metropoli, alle passeggiate in compagnia e a quelle solitarie, alle chiacchiere notturne e alle cene improvvisate. Non so ancora quale sarà il prossimo posto che potrò chiamare “casa” ma comunque vi porto tutti con me. E torno presto.