Condivido, ergo sum

Dopo anni di utilizzo più o meno altalenante sono arrivata a una conclusione: non so usare Facebook, o meglio, lo so fare fin troppo bene e non riesco a farne un uso…sobrio.

Facebook stimola il mio narcisismo e il mio esibizionismo in un modo molto simile a quello delle bambine che si alzano la gonna: non perché ci sia nulla di allusivo in quello che posto ma perché fondamentalmente è tutto un “guarda cosa faccio” e “guarda cos’ho” e il peggiore (e per me PERICOLOSISSIMO) “guarda cosa penso”. La facoltà di pensiero è la parte più erotizzata della mia persona, vale a dire quella su cui ho speso più tempo, più cura per crescermela e di cui sono fiera fino alla strafottenza.

Altro fattore: sono figlia delle chat. Vuoi perché da brava nerd giocavo di ruolo, vuoi perché sono diventata adolescente nel momento in cui c’è stato il boom, sono brava a dire le cose per iscritto, potrei andare avanti per ORE. Ore piuttosto confortevoli visto che 1)così occupi il tempo libero, 2)hai modo di rispondere sempre la cosa migliore e 3)niente ti prende di sorpresa ed è tutto molto SICURO. Whatsapp da questo punto di vista è una manna dal cielo, posso comunicare senza spendere l’ira di dio nel modo che mi è più congeniale. Già che parlavamo di erotizzazione tiriamoci dentro anche quella che riguarda la scrittura (e del resto può la figlia di una giornalista venir fuori diversamente?).

Quest’anno sono andata a vivere con una semi-fricchettona, che parla di energie e altre stranezze, che mi ha propinato uno sciroppo propoloso terribile quest’inverno (“apri la bocca! Buono eh? Perché fai quella faccia?”), che aggiusta qualsiasi cosa si rompa in questa casa e che…ha amici UN SACCO più rilassati dei miei. Come dire, fatti una domanda… Io non sono ancora arrivata a credere che saltare su un piede sotto la luna piena faccia passare il mal di denti, però da lei ho imparato una serie di cose importanti: la prima è che non puoi e non VUOI controllare tutto, la seconda è che se ti bendisponi nei confronti del prossimo (ma se lo fai sul serio e non perché vuoi qualcosa, qualsiasi cosa, in cambio) l’atmosfera cambia. Non tenere il muso. Non meditare vendetta. Non c’è motivo di non trovare un equilibrio con le persone che sai non essere dannose. Cercare di conoscere il prossimo non ha niente a che vedere con la possibilità di sapere tutti i fatti suoi e dov’è oggi e dove sarà domani. E’ così che poi vinci una bicicletta.

 

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