L’acqua calda

Auguriamo all’uomo, auguriamoci sempre, di non restare soli mai. Dove restare soli non è “uh, quanto mi piace passare dei momenti per conto mio” ma è trovarsi vecchi a chiedere l’elemosina per strada.
Abbiamo inventato modi diversi e variegati di rimanere soli: abbiamo deciso che bisognava chiudere le porte ai vicini, che stare in casa era meglio di uscire, che parlarsi su internet era meglio di incontrarsi in un pub e di prendere poi la pioggia, insieme, sulla testa. Tutte decisioni, mi si passi il francesismo, del cazzo. E poi abbiamo inventato LA COPPIA.

La coppia, la cui definizione appare praticamente impossibile da dare se non a fine vita, si porta dietro, si porta DENTRO le ragioni del proprio fallimento. Ed è un peccato perché, a dirla tutta, finché una coppia funziona bene è proprio una cosa bellina. Ci tengo  a specificare che non sto dicendo che tutte le coppie sono destinate a finire ma che quelle che non finiscono ci riescono NONOSTANTE la coppia. Il che è veramente un lavoro allucinante e chi ci riesce ha tutta la mia stima.

Proverò a spiegarmi meglio
1) LA COSTANZA: in amicizia ci si fa vanto di poter prevedere alcune uscite dell’altro, ed esistono rituali costanti che ti fanno sentire al sicuro. Più sei al sicuro, in amicizia, meglio stai.
Ecco: in coppia NO. Appena ti senti sicuro già senti che ti manca qualcosa, quello che in amicizia è “affidabile” in coppia è “monotono”. Perché? Boh.

2)L’ESCLUSIVITA’:In amicizia “two gust is megl che uàn”: vale a dire che conoscere nuove persone presentate dal tuo amico o dalla tua amica è un valore aggiunto: YEEEEE facciamo gruppone one one! Nessuno è geloso, o meglio, se sei geloso in amicizia è meglio che te lo tieni per te perché NON ci fai una bella figura. Non è accettata come attributo del rapporto di amicizia, la gelosia.
In coppia? In coppia o sei geloso e questo non va bene o non lo sei e allora hai qualcosa che non va. E allora sei TROPPO geloso. O TROPPO POCO geloso. O “è geloso ma mi fa piacere però a volte è pesante però si vede che ci tiene però un pochino di gelosia ci sta”

3)L’IMPEGNO: in amicizia ci si impegna da dio. Più si va avanti, più il rapporto è stretto, più ci si impegna VOLENTIERI. Non è nemmeno una cosa da chiedere e il “per sempre” è dietro l’angolo, se il rapporto è di un certo tipo. Tant’è che tutti siamo pronti a dire che “sì, bello l’amore ma gli amici…”! Nessuno ha paura di fare la figura dell’idiota se dice che il suo più caro amico resterà tale in secula seculorum.
In coppia l’impegno è…ehm. Scusa. Io.Devo. AndareAComprareLeSigarette. E non è che la persona che ha appena detto queste parole sia per forza una che non si impegna IN GENERALE. No no. Magari ha 4 cani 5 gatti 3 associazioni di volontariato che frequenta assiduamente e ha appena svuotato il conto per badare alla fruttivendola paraplegica. Però IN COPPIA non ce la fa.

4)LA TOLLERANZA: la mia amica ha questa roba del suo carattere che mi fa diventare scema e quando viene fuori litighiamo a bestia e poi facciamo pace e poi ricominciamo la volta dopo e ci tiriamo i piatti e poi sai che l’ho sentita questa settimana e abbiamo parlato di quale valigia dovessi comprare per il mio volo transatlantico? Ecco: gli amici sanno quali sono i lati positivi e negativi dell’altro. Ci si scornano. Ma tanto se lo possono permettere perché il rumore delle zuccate risuona per tutta la vallata e poi…torna la quiete. In coppia…ce l’avete presente la canzone “Cara ti amo”? Ecco. In coppia si ha raramente il coraggio e la CAPACITA’ di litigare perché in un litigio in coppia si mette in mezzo non solo l’argomento di cui si sta litigando ma pezzi di sé che vengono percepiti come molto fragili. E quindi anche chi decide di litigare va al litigio facendosi coraggio e sapendo di rischiare. Ripeto, non vale per tutti ma mi sembra che non siano così frequenti i membri di una coppia che tra di loro sono anche grandi amici.

A questo punto credo che chiunque potrebbe dire: EH! Ma il sesso? E qui vi voglio: perché a quanto pare siamo arrivati a una dicotomia interessante e del tutto confusiva secondo la quale O stai trombando “in una relazione” o ti sei fatto una (o due o tre) trombate “senza significato”. Ci tengo a dire che non sembra essere vero per tutti ma che la via di mezzo sembra essere molto rara.

La via di mezzo sarebbe quella in cui tu hai un certo numero (piccino per forza perché insomma impegno, costanza e tolleranza non sono una roba tanto frequente) di buoni amici. Magari con alcuni di questi c’è anche un’intesa sessuale. Magari no eh, ma rimaniamo sul “magari si”. E con quelli con cui c’è questa intesa si può (se si è il tipo da entrambe le parti) cominciare a parlare di riproduzione. Va da sé che un mini umano ha bisogno di stabilità e sicurezza, cosa di cui ha bisogno anche un genitore, soprattuto se ha gli ormoni perennemente a duemila, non dorme e ha una serie di dubbi sulla propria autostima cresciuti in maniera proporzionale alla pancia e alle smagliature e ai pianti del bambino di cui non si capisce un’acca. E non vi sembra più facile che siano due grandi amici quelli in grado di dare al bambino e darsi l’un l’altro questo genere di sicurezza?

Ok, questo è il MIO punto di vista e non pretendo sia lo stesso per tutti. Penso però che ci si possa trovare d’accordo nel dire che la coppia va un tantino ripensata. Forse i rapporti in generale vanno ripensati. Perché nessuno di noi vuole trovarsi nei panni del vecchietto che cerca nella spazzatura.

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