Al leone, di te, non gliene frega niente.

b04138af5ec544e3ab69d6194e105d9b_18

Caro Cecil,

mi dispiace molto. Mi dispiace molto perché ti scrivo e sei un leone e i leoni non leggono. Posto che comunque sei morto (e che se per caso l’aldilà esistesse avrei ben altre persone con cui parlare)  mi dispiace perché non mi dispiaccio per te, anche se su questo probabilmente ci potremmo intendere: se tu mi vedessi morta credo che al massimo penseresti “Uh, una simmenthal dimenticata fuori dal frigo!”

Vedi Cecil, quand’ero piccola volevo “salvare i leoni”: complici libri sui grandi felini e manuali veterinari casalinghi volevo vivere nella natura come George Adamson difendendo gli animali selvatici e possibilmente evitando la morte violenta toccata a lui e alla moglie. La verità è che, come molti americani che diffondono video di grandi abbracci con i leoni, LA MIA GATTA NON MI BASTAVA. Volevo un maxi gattone da coccolare: uno (riconoscibile quindi, con un nome, un nome colto magari) e maxi (che quindi dicesse molto anche di me, perché se il gatto è maxi sei maxi anche tu e questo lo capiscono bene quegli uomini e quelle donne che hanno i SUV).

Mi sono iscritta a Scienze Naturali all’università e il mio punto di vista, che già stava cambiando, è mutato radicalmente: la natura, che non vuol dire solo i leoni ma anche, chessò, le zanzare, è una risorsa. Come risorsa va studiata, regolata, sfruttata e preservata. Il termine “risorsa” non è casuale: una risorsa è tale perché è inserita in un sistema più grande che attinge a tutte le sue componenti, che le influenza e ne è influenzato in maniera diversa.

Sì, Cecil, tu eri molto bello. Tutti quelli che hanno pianto la tua dipartita lo pensano. Deve aver pensato così anche il dentista che ti voleva per il suo salotto. E quindi?

Non per essere antropocentrica, ma lasciamelo essere per un attimo: anche i bambini africani sono belli. Anche quelli siriani, quelli palestinesi, quelli israeliani, quelli con il labbro leporino…insomma, i bambini sono belli. Volendo anche più belli di te. Però. Però i bambini hanno questa spiacevole abitudine: crescono. Diventano uomini e donne magari non più altrettanto belli, magari anche un bel po’ stronzi o vigliacchi. Diventano gente che lotta per i diritti dell’essere umano e della natura così come diventano dentisti con manie omicide sublimate nella caccia o dittatori che riuniscono gli oppositori negli stadi e poi li falcidiano. E suppongo sia questo il motivo per cui molte persone vorrebbero avere una tigre, un serpente, una tarantola ma nessuno vorrebbe poter dire “si, quell’essere umano lì, mediamente intelligente, mediamente capace, mediamente simpatico, è MIO”.

Ci sono esseri umani che continuano a ripetere come un mantra “gli animali sono meglio, per esempio nessuno ti ama come ti ama un cane”. GRAZIE A DIO. Io, sempre per esempio, non prenderei bene il fatto di essere considerata una cagna per la mia fedeltà e se venissi mollata in autostrada una volta trovata una colonnina SOS scaricherei sulla testa di chi mi ha mollato lì una quantità tale di denunce da piantare il responsabile per terra come un chiodo, altro che fargli le feste e saltare in macchina. E tra parentesi il cane, se non fosse stato trasformato in cane da lupo che era, se ne fotterebbe tanto quanto, della lealtà.
Guardiamoli, questi tuoi colleghi felini: video su video del leone Christian che riconosce i suoi padroni (padroni, eh), o della tigre che vive sul divano e non si pulisce i denti con le ossa dei suoi, di nuovo, padroni. Sembra che per affezionarci a qualcosa dobbiamo per forza prima passare attraverso il considerarlo nostro e riconoscibile come singolo.

Cosa dici, mi dilungo? Scusa Cecil, ancora poco e ho finito.

Noi umani piangiamo per te. Come hanno potuto farti sottile sottile come un tappeto! Noi umani però siamo anche quelli che parlano dei profughi affogati in mare (AFFOGATI, che se devo immaginare una morte peggiore faccio veramente fatica) come di una tragedia che però “non può essere un problema solo nostro”. Parliamo di gente morta sotto il sole, sfruttata per noi finché il corpo non cede, come di qualcosa di indubbiamente disdicevole però “hai visto quello che invece ha accoppato a colpi d’ascia quel tipo a Niguarda?”. Discutiamo di persone che non hanno la possibilità di avere documenti ma hanno l’obbligo di risiedere in luoghi che in animalese corrisponderebbero al vecchio zoo di Milano indicandole come costituzionalmente ladre. E non ce ne vergogniamo minimamente. Sì, la tragedia umana in teoria ci tocca, mica siamo senza cuore, “però bisogna anche dire che…”

Caro Cecil, senza offesa, ma possibile che gli esseri umani desiderino così tanto essere belli e forti e innocenti (“innocenti” perché senza colpa, e senza colpa perché senza senso di colpa quindi tecnicamente, passando dalle bestie agli uomini, “psicopatici gravi”) da sentirsi empaticamente più vicini ad una Panthera Leo di quanto non si sentano nei confronti di un altro Homo Sapiens Sapiens?

Nella foto in alto un tizio vestito “da safari” regge un cartello che recita “I am Cecil”. Aspetto quella in cui spruzzerà con i suoi ormoni tutti gli angoli di casa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...